giovedì 7 febbraio 2008

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Ti scoperei piano,
stantuffi di ambrati e grumosi umori che rastrellano il mio cazzo,
perdite di arie colorate,
sottopressione,
gonfiata dentro,
bevuta al nocciolo,
imbarcata in pose aperte e sconce.
Scosciata sorgente di sperma dal buco del tuo culo.
Dal cui orletto di prugne e carne mi disseto.

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Vorrei vederti rubare aria,
acerba di quel mio pezzo di carne nella pancia,
viola di un respiro troppo gonfio per infilarlo in bocca,
con lacrime piacevoli di un’imburrata tra le rime.
Rime di occhi che si sporgono dalle orbite
per leccarmi il petto e tutti i miei spiriti

martedì 22 gennaio 2008

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Da qui è terra di figli e madri, di vecchi ceduti lungo colonne sotto alle spalle, di padri raccolti dietro alle falci che sfamano e mutano i giorni in cocci di ore illegali. Se vivono è ribellione sociale, se chiedono un supplizio disdicevole.
Ma sono madri, figli, padri e vecchi come serate di tv e sformati, come notti in lenzuola di lavanda, come cocci sgranati in silenzio tra posate e piatti.
come preghiere lievi perché i bimbi non sentano.
Perché si possa finire il mese come consumare una vita.
E se vivono è ribellione, se chiedono un fastidio che prude.
Ma sono madri di un candore speciale, pulizia appesa su fili tesi tra i tetti, padri con mani di storte fatiche, vecchi passati ai giorni, agli anni e ai nostri silenzi.
Ne è piena Roma …….

di sti cazzi di rumeni!

mercoledì 16 gennaio 2008

testaccio

si è presa tutta la mia forma.
tutto il mio corrotto tono
tutta la mia vita pulita non molto.
si è presa la mia investitura di diavolo…
ed il cuore malato.
mi ha stirato il viso in un sorriso delicato
e ho saggiato il suo,
aperto, come il cielo di Testaccio.

domenica 13 gennaio 2008

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Seduta in punta sul cesso
combusta dalla fatica del gesto
oltraggi il tramonto di un sole
morto sui vetri.
Macchie distorte di luce alle pareti
e quel respiro ocra stanco
di un giorno caduto dietro allo sforzo.
Ancora,
per un solo momento,
l’ultimo tuo stringere il culo
e poi il silenzio.
Di un giorno morto sui vetri.

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alcune storie mi costano
e non poco
quanto l’alcool e il distillato
quanto il disordine macerato
tra i morti sotto spirito,
nel bar in cui ne rivendono i corpi
per poche decine di pazzie.

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Devi prendermi con forza arrogante e prepotente.
Devi fottermi gli occhi coi tuoi e ridarmi l’anima in una spuma bianca che ti bolle in bocca.
Devi scoparmi il cazzo impalata e viscerale
fino a che la mia testa ti esploda in pancia.
Cazzo annegato in ulcerato e teso culo aperto in due.
Tra le mani.

giovedì 10 gennaio 2008

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ho pisciato, cercando il profilo di un sogno cucito a metà, tra le ceramiche in basso… ma dall’una all’altra delle sponde, tra puzze in circoli gialli, piccoli omuncoli si giocano il senso in una gara di nuoto…..

sabato 22 dicembre 2007

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Seguirò l’aria che sfiori
con gli occhi da bimbo,
ascolterò le tue storie che saranno mie
e ti avrò vicina
col fianco aperto
al sole dei giorni nostri che saranno

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Sorridimi sopra gli stipiti del cielo,
sorridi,
oltre agli astri e ai lamponi di marzo,
carezzami a lato degli occhi
e…..
sii ancora mia
con un bacio e l’anima tua